(via lapolaroidiuntuffo)
ex-libris di Roger Ibanez
La Senna quell’anno lì gelò. Io nacqui di maggio. Son io la primavera. Destino o no, rompe le scatole invecchiare, veder cambiare le case, i numeri, i tram e i cappelli della gente, intorno alla propria esistenza. Abito corto o berretto con lo spacco, pane di pasta dura, battello a ruote, tutto per l’aviazione, è sempre la stessa solfa. E’ uno sciupo di simpatie. Io non voglio cambiar più. Ne avrei cose da piangermi addosso, ma son loro sposo, sono una piaga, e del resto m’adoro quant’è marcia la Senna. Chi cambierà il lampione agganciato all’angolo del numero 12 mi darà un grosso dispiacere. Siam provvisori, questo è vero, ma io ho già provvisorieggiato abbastanza per la mia dignità. Ecco i barconi… Essi hanno tutti un cuore, oggi. Batte grosso grosso e burbanzoso nella buia eco delle arcate. È quanto basta. Io mi disintegro. Non mi lamento più. Ma il gioco non deve continuare. A lasciarsi trascinare via dalle cose, per mal combinate che le troviamo, ci sarebbe da morir di poesia.
- Louis-Ferdinand Céline, Morte a credito
Il signor Paolo dice che Bisognava capirlo subito che la lotta era impari e scorretta, ma ci siamo fatti distrarre.
Questa è la sigaretta che non abbiamo fumato sul terrazzo, alle 6 di mattina, brindando con la roba calda, a festa finita. Noi tre, quanto ci siamo divertiti.
«E’ impossibile.» disse l’orgoglio.
«E’ rischioso.» disse l’esperienza.
«E’ inutile», tagliò corto la ragione.
”Ma vaffanculo”, conclusi io.
—(via curiositasmundi)
(via curiositasmundi)
- Per interesse, per cortesia? A volte si dicono cose che sono meri riflessi condizionati. La deluderò cominciando col dire che sono dentista e poi che passo la vita senza far niente di utile, coltivando alcune amicizie, ammirando alcune donne e costruendo con tutto ciò un castello di carte che cade ad ogni sbatter di ciglia. Plaff, tutto a terra. Ma ricomincio, sa, ricomincio.
La guardò e si mise a ridere. […]
- Stiamo dicendo un mucchio di sciocchezze, - disse Claudia, e rise anche lei. - Sempre la maschera, ovviamente.
- Oh, le maschere. Tutti pensiamo al volto che nascondono, ma in realtà ciò che conta è la maschera. Che sia questa e non altra. Dimmi che maschera porti e ti dirò che volto hai. — Il viaggio premio, Julio Cortázar.
These days I sit on corner stones
And count the time in quarter tones to ten.
Please don’t confront me with my failures,
I had not forgotten them.
Lauren Bacall nel film “Avere e non avere” del 1948 conobbe quello che fu, a detta sua, l’unico amore della vita: Humphrey Bogart.
Nel film la Bacall aveva una battuta : “Se mi vuoi, fammi un fischio”
Bogart fece dono all’attrice di un fischietto d’oro con incisa la battuta, firmata Bogie.
La Bacall indossò il fischietto per tutta la vita.
Alla morte di Bogart, Lauren fece mettere nell’urna cineraria un fischietto d’oro con l’incisione “Se hai bisogno di me, fammi un fischio”.



